Iniziative T-RES nel mondo

A cura delle guide alpine italiane Valerio Bertoglio , Fabrizio Manoni, Gian Antonio Moles, Enrico Rosso, in collaborazione con l'Operazione Mato Grosso. Corsi per istruire i ragazzi andini a diventare Guide di Alta Montagna.

In Perù, ai piedi delle più belle cime delle Ande, un gruppo di ragazzi campesinos, nati e cresciuti nei poveri villaggi della Cordillera Blanca, ha conseguito con grande determinazione ed impegno il brevetto di Guida di alta montagna. Sono gli allievi della Escuela de Alta Montaña "Don Bosco en los Andes" di Marcarà che, sotto la guida dei volontari dell'O.M.G. nella scuola voluta da Padre Ugo de Censi, a partire dalla fine degli anni ‘90 hanno raccolto questa singolare sfida alla povertà e all'emarginazione.

La formazione, dal punto di vista tecnico, è completa e le giovani guide della Escuela lavorano con i numerosi gruppi che ogni estate percorrono gli itinerari e salgono le cime della Cordillera Blanca.

 Aggiornamento Luglio 2010

Concluso il progetto in Perù parte un nuovo Progetto in Bolivia "Avventure tra lago e montagne".
E' un progetto di aiuto rivolto ai giovani che vivono sull'altipiano boliviano, sulle sponde del Lago Titicaca, a 3900 mt di altezza.
Il posto estremamente povero, ma eccezionalmente suggestivo dal punto di vista paesaggistico, ha suggerito di dare lavoro ai ragazzi con “attività turistiche”.
Il progetto prevede: la formazione dei giovani sulle tecniche alpinistiche, nautiche, alberghiere, di ristorazione e di accompagnamento turistico; la costruzione di un piccolo cantiere nautico per la realizzazione di imbarcazioni a vela (in primis un catamarano) per raggiungere alcuni dei luoghi più caratteristici del lago, con emozionanti rotte di navigazione; la costruzione di strutture ricettive adatte in particolar modo ad un turismo giovanile, la realizzazione di una palestra di arrampicata, di serre, pescicolture, piccoli allevamenti per il fabbisogno economico e per il sostentamento dell’intera attività ricettiva. Si intende organizzare un “turismo” alternativo, non soggetto alle regole economiche, fatto di accoglienza e amicizia. Le persone che vorranno visitare il Lago Titicaca e la Cordillera Real, troveranno ospitalità, giovani preparati e la possibilità di conoscere, visitare e aiutare i poveri dell'Altipiano, uniti a giorni di intense avventure di navigazione e alpinismo. Si tratta di un progetto di difficile ma possibile realizzazione, che vede coinvolte diverse realtà: la Parrocchia di Santiago de Huata e le spedizioni dell'Operazione
Mato Grosso in Bolivia, la Diocesi ed i giovani dell'Oratorio Don Bosco di Gubbio, amici e benefattori che desiderano sostenere dall'Italia questo progetto di carità. Se tanti amici si appassioneranno e daranno il loro aiuto sarà possibile concretizzare il sogno di dare lavoro e prospettive di vita ai giovani di Huata e dell'Altipiano, facendo vivere splendide avventure e giorni di condivisione ai
giovani e ai turisti provenienti dall'Italia e dalle altre parti del mondo. Per realizzare questo progetto abbiamo bisogno di materiali alpinistici e nautici.

 


Santiago de Huata è situato a 3.900 mt di altitudine nell'Altipiano boliviano e si affaccia sulle sponde del Lago Titicaca, il lago navigabile più alto del mondo. La zona, senza dubbio una delle più suggestive della Bolivia, è a circa 100 km da La Paz e sorge alle pendici della Cordillera Real, uno dei tratti più celebri e spettacolari dell'intera catena andina.
La gente, in prevalenza di etnia Aymara, antica civiltà precolombiana, vive in piccole comunità di poche famiglie, spesso raggiungibili solo a piedi. La pesca ed in piccola parte l'agricoltura, a causa delle difficili condizioni climatiche, sono le uniche attività economiche nella zona.
La paglia o, nel migliore dei casi, la lamiera fanno da tetto alle case di adobes (mattoni di fango e paglia), formate da un unico ambiente nel quale convivono famiglie molto numerose e animali.


Dal 2005 nella missione di Santiago de Huata opera Padre Leonardo Giannelli. A lui si sono oramai affiancati
stabilmente Padre Antonio Zavatarelli (P. Topio) e il Dott. Alessandro Manciana che, supportato da alcuni
infermieri, sta svolgendo un’importante opera sanitaria nei villaggi della Parrocchia. Insieme alle attività
pastorali, fra le quali spicca quella dell'Oratorio delle Ande, sono state realizzate diverse opere sociali, di aiuto
e di sostegno alla popolazione. Il buon rapporto di fiducia e stima reciproca che si è creato in questi anni con
le istituzioni locali, grazie al lavoro dei molti volontari italiani, permette oggi di iniziare questo nuovo progetto.
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Aggiornamento Dicembre 2009

Pubblichiamo il testo " Passaggio di Testimone" della guida Valerio Bertoglio c

"Ho insegnato loro a correre sulle montagne e qualcuno ha imparato davvero bene.
Sono nati a 3000 metri e in quota, quando si impegnano, vanno forte.
Sono le giovani guide dell’Escuela Don Bosco en los Andes di Marcarà voluta fortemente da Padre Ugo de Censi fondatore dell’Operazione Mato Grosso.
I primi ragazzi hanno iniziato i corsi nel 2000: attualmente 7 di loro sono guide, 5 aspiranti e una decina portatori.

Felipe Paulino, taciturno ma con le idee chiare, inizia concatenando tre salite sulle montagne del vallone dell’Ishinca: Tocllarraju (6032 m), Ishinca (5530 m), Urus (5420 m) in poco meno di 14 ore.
Poi Jaime Ramires stupisce tutti sull’Aconcagua. Il suo coraggio l’ha premiato, è salito e sceso da Horcones alla Cima dell’Aconcagua in 14 ore e 59 minuti (sono 80 km e 8000 metri di dislivello!).
In questa impresa lo accompagna Cesar Rosales e ci prende gusto, così nel 2008 una piccola spedizione parte da Marcarà con l’intenzione di provare a salire il Chimborazo, la montagna più alta dell’Ecuador, nel minor tempo possibile. In 2 ore e 38 minuti Cesar sale e scende dal rifugio Carrel alla vetta!!

Nel 2009 continua l’esplorazione sportiva in Bolivia. Il 3 ottobre la squadra dell’Escuela Don Bosco stabilisce con Cesar un nuovo record di velocità sulla montagna più frequentata della Cordillera Real, il Huayna Potosì 6088 metri.
Per compiere l’ascensione del Huayna Potosì gli andinisti impiegano due giorni. La corsa è stata omologata dalla Federazione Boliviana di Sci e Andinismo e dal Club Andino Boliviano. .
Dopo una prima ricognizione alla vetta si è organizzata la corsa dividendo il gruppo lungo il percorso.
Il giorno 3 ottobre, con tempo splendido, Cesar Rosales è partito dal Rifugio Huayna Potosì 4750 m, dove termina la strada carrozzabile, alle 5 del mattino; è arrivato al bivacco 5290 m alle 5.33, in vetta alle 6.42. Ridisceso al Rifugio ha fermato il cronometro con un tempo complessivo di 2 ore 21 minuti e 44 secondi.
Il record precedente, di circa otto ore, era nientemeno che di Walter Bonatti ma sono passati quasi quarant’anni: adesso al pit-stop in meno di due minuti si cambiano le scarpe e mettono i ramponi.

Sto passando il testimone, sono cosciente che per alcuni anni, sulle Alpi, l’intuizione di coniugare atletica e alpinismo ha dato impulso a un modo nuovo di intendere la montagna. La velocità come superamento dei propri limiti, come dimensione del salire. Non che fosse del tutto nuova, molti grandi alpinisti hanno portato a termine salite di tutto rispetto in velocità. Ma c’è un tempo per tutto: un tempo per correre e un tempo per insegnare a correre. In Perú, in Argentina, in Bolivia è accaduto questo: con soddisfazione ho colto l’interesse di questi ragazzi forti e il loro desiderio di cimentarsi con la dimensione atletica dell’alpinismo.
Dotati di talento, abituati a faticare per vivere hanno presto imparato la necessaria continuità degli allenamenti.
Le prestazioni atletiche del gruppo di Marcarà sulle montagne del SudAmerica è anche un’espansione del loro ambito di lavoro come guide di alta montagna, atleti ma anche e soprattutto giovani uomini che si affacciano ad una vita migliore di quella dei loro padri."
 

Aggiornamento Giugno 2008

Di corsa verso il sole… per l’Escuela di Marcarà
Cesar Rosales 25enne Guida Uiagm -Don Bosco ha stabilito il record di salita e discesa sul Chimborazo (6310m, Ecuador). E’ il primo successo della spedizione Ande 2008 dell’Escuela di Marcarà, un’iniziativa nell’ambito del progetto di formazione e sostegno dell’Operazione Mato Grosso.

E’ iniziata nei migliori dei modi Ande 2008, la spedizione che anche quest’anno rinnova l’appuntamento con l’avventura dell’Escuela di Marcarà, un’iniziativa nata nell’ambito del progetto di formazione e sostegno dell’Operazione Mato Grosso che ha visto in questi anni alcuni giovani campesinos diventare guide di alta montagna grazie all’apporto di guide alpine italiane tra cui Valerio Bertoglio ed Enrico Rosso.

La spedizione come primo obiettivo si proponeva il record di velocità in salita e discesa sul vulcano Chimborazo che, con i suoi 6310m e la posizione di un grado sud dall’Equatore, non è solo la cima più alta delle Ande ecuadoriane ma anche, a causa dello schiacciamento dei poli,  il punto più lontano dal centro della Terra nonché quello più vicino al Sole. Appunto una corsa verso il sole e ritorno che la 25enne Guida Uiagm-Don Bosco Cesar Rosales ha coperto nel tempo record di 2 ore 38’ 40” raggiungendo punta Whimper, la più alta del Chimborazo, per poi ritornare ai 4800m del Rifugio Carrel da dove era partito.

“Il record di Rosales” come precisa la Guida alpina piemontese Valerio Bertoglio “assume una valenza maggiore a causa delle sfavorevoli condizioni atmosferiche e risulta essere la prima corsa ufficiale e documentata. Inoltre “risulta essere la prima corsa ufficiale e documentata, in quanto certificata dai Guardiani del Rifugio e dal gruppo di Guide Ecuadoriane presenti”.

Il giorno successivo al record di velocità anche tutti gli altri componenti della spedizione hanno raggiunto la vetta, confermando quello stesso spirito di squadra che nel 2006 regalò alle Guide Don Bosco en los Andes anche il record dell’Aconcagua: Horcones – Cumbre -Horcones in 14 ore e 59 minuti. Dopo un lungo e avventuroso viaggio con bus di linea la spedizione è rientrata a Marcarà. Alla Squadra si è aggiunta la Guida Biellese, per iniziare i preparativi alla salita di una nuova via sulla Cresta nord-est del Nevado Santa Cruz 6259 m s.l.m. nelle Ande Peruviane. Il programma inoltre prevede il proseguimento delle misurazioni delle variazioni frontali dei principali ghiacciai della Cordillera: quest’attività avviata nel 2001, fa parte attualmente di una ricerca condotta da Valerio Bertoglio con l’Università di Torino, dipartimento Scienze della Terra.

Componenti spedizione Ande 2008 (Ecuador):
Valerio Bertoglio - Sardini Giancarlo - Cesar Rosales - Enrico Rosso - Felipe Paulino - Raul Laveriano
Joel Buiza - Oscar Sanchez - Roberth Ortiz Giovanni Belleri - Piero Borre

Tutte le attività e i progetti che ruotano attorno alla Escuela de Alta Montana di Marcarà rientrano nel più ampio progetto a sostegno dei giovani e delle popolazioni campesine portato avanti, a partire dagli anni ’80 dall’O.M.G. Il lavoro gratuito di migliaia di volontari in Italia e in Perù ha permesso la realizzazione di laboratori, scuole, aziende agricole e persino di un ospedale ai piedi delle più belle montagne della Cordillera Blanca.

 

Aggiornamento Gennaio 2008
L'Escuela di Alta Montagna di Marcarà il prossimo 28 gennaio arriva in Italia: due delle giovani guide peruviane saranno ospiti per più di un mese delle varie realtà che hanno dato impulso e sostenuto il sogno dell'Escuela fin dal suo esordio.
Faranno una settimana di apprendistato in un'agenzia per la promozione turistica delle attività in montagna, praticheranno lo scialpinismo per approfondire le tecniche legate alla sicurezza ed al soccorso.
Mediante serate, proiezioni, campi di lavoro presenteranno la prossima spedizione che nel maggio 2008 li porterà al Nevado Santa Cruz con l'intenzione di salire l'inviolata cresta sud-est e quindi in Ecuador nel tentativo di stabilire il record di salita in velocità del Chimborazo.

Aggiornamento Ottobre 2007
I GHIACCIAI DELLA CORDILLERA BLANCA
Dopo aver salito l'Alpamayo con Enrico Rosso, Lucio  Foliman, Elias Flores e tentato il Chinchay Nord ho iniziato la misurazione delle fronti dei principali ghiacciai della Cordillera Blanca. Sono stati realizzati i rilievi topografici, con l'uso del GPS e le relative osservazioni glaciologiche dei ghiacciai Raymondi attorno al Huascaran, Tocllaju, Palcharaju, Chinchay. Battere certi punti è stato più pericoloso che scalare l'Alpamayo per i passaggi sotto le seraccate  e le difficoltà alpinistiche sulle lisce rocce montonate.

I dati sono stati trasmessi all'Unità di glaciologia dell'INRENA, che opera in Perú ed ha iniziato il monitoraggio di alcuni ghiacciai campione e soprattutto quello delle lagune: i grandi laghi proglaciali.

Lo studio dell'evoluzione delle lagune è finalizzato alla prevenzione dei disastri naturali generati come conseguenza di valanghe di ghiaccio e frane del materiale morenico e roccioso sulla superficie lagunare. Sotto il ghiacciaio del Pucajrca sono situate le due lagune di Safuna: una alta e una bassa separate da un alto cordone morenico. Le acque delle lagune sono evacuate per filtrazione; la costruzione di due gallerie in cemento che attraversano il cordone morenico sono state realizzate per l'evacuazione in caso di eventi straordinari. Nel 2002 una grande frana del fianco sinistro ha coperto la lingua terminale del ghiacciaio e invaso una parte della laguna alta. Come conseguenza dell'evento si generarono onde che superarono i 75 metri di altezza della morena frontale di contenimento fortunatamente senza vittime tra la popolazione. Lo svuotamento improvviso della laguna provocherebbe un disastro lungo tutta la valle del Rio Quitaracsa.

I ghiacciai e specialmente quelli tropicali sono eccellenti indicatori dell'evoluzione del clima. Sono ecosistemi vulnerabili e costituiscono la riserva di acqua dolce. La diminuzione e perdita di queste riserve sono motivo di preoccupazione e motivano la ricerca scientifica. Nella Cordillera Blanca sono stati censiti 722 ghiacciai con una superficie di 723,37 km² nel 1970. La riduzione glaciale dal 1970 al 1997 è stata del 15,46 % e il fenomeno è tuttora in atto. Il ghiacciaio  di Yanamarey negli ultimi 30 anni è arretrato di 617 metri con un arretramento medio di 20,5 metri per anno.

 

Aggiornamento aprile 2007
Valerio Bertoglio, guida alpina del Gran Paradiso e Enrico Rosso, guida alpina biellese, partiranno il 28 maggio per un periodo di scalate sulla Cordillera Blanca con le giovani guide peruviane, il progetto prevede la scalata di una montagna impegnativa per una nuova via, in stile alpino: il Nevado Santa Cruz (6259 m) per l'inviolata ed imponente cresta sud est.

Il gruppo iniziale si è selezionato, anche in ragione delle difficoltà crescenti e ora alcuni di loro sono guide internazionali di alta montagna, i ragazzi della scuola hanno comunque sempre inteso quest'esperienza, come una possibilità di lavoro che li riscattasse dalla povertà e dall'isolamento. Perciò chi non ha superato i vari livelli dei corsi si è orientato verso altri lavori inerenti a questo settore: guida escursionistica, gestore di rifugi, cuochi, arrieros.

Ferrino sostiene il progetto con le attrezzature per l'alpinismo necessarie.

Progetto 2006
Resta ancora un sogno da realizzare, quello di varcare i confini del Perù per salire le altre splendide cime della catena andina. Per questo è stata organizzata la spedizione "PATAGONIA 2006" un viaggio di esplorazione, conoscenza, avventura importante per l'arricchimento personale e professionale delle giovani guide peruviane.

Un'iniziativa che sarà ricordata per un record strepitoso: le giovani guide andine partendo da Horcones hanno percorso la salita e la discesa dell'Aconcagua, all'interno dell'omonimo parco provinciale, in soli 14 ore e 59" contro i normali 8 giorni!

www.biellaclub.it 

 
Il record de l'Aconcagua nel racconto di Valerio Bertoglio

Avevamo già salito l'Aguja Poincenot, una via nuova nello Hielo Continental e una in Terra del Fuoco, ma mancava ancora qualcosa. Sulla via del ritorno, i ragazzi della Escuela di Marcarà, li chiamo ragazzi ma sono guide di alta montagna, hanno salito, chi in un giorno chi in due, la via normale dell'Aconcagua partendo da Plaza des Mulas. Con una facilità sorprendente, dimenticando gli obblighi dell'acclimatamento.

In pochi giorni avevamo risolto la salita dell'Aconcagua la vetta più alta delle due Americhe. Il percorso della via normale, 80 chilometri di sviluppo con più di 8000 metri di dislivello tra salita e discesa, si snoda in gran parte su sentiero e poi su traccia senza difficoltà alpinistiche, ma in un ambiente ostile. L'Aconcagua è una montagna arida, flagellata dal vento dove lo sforzo atletico può essere seriamente compromesso dai fattori climatici e dall'altitudine. Nonostante questo è stata spesso scelta dai corridori di montagna per le loro performances. Il record stabilito dall'argentino Willie Benegas, 23 ore tra salita e discesa è stato di recente battuto dal peruviano Holmes Pantoja che sullo stesso percorso ha impiegato 20 ore e 35 minuti partendo da Horcones, all'ingresso del Parco dell'Aconcagua. 

I ragazzi stanno bene, in particolare Jaime Ramirez è in piena forma, e valutando i tempi parziali realizzati durante le salite, pensiamo che si possa provare. Siamo una squadra e questa è la nostra forza. Tutti si mettono a disposizione di Jaime dislocandosi lungo il percorso.

Naturalmente sommare i tempi parziali fatti in allenamento è sempre rischioso, potrebbero finire le energie anzi tempo in uno sforzo così prolungato, Jaime ne è cosciente, ma non deluderà la squadra che ha creduto in lui.
Il giorno 24 febbraio 2006 alle ore 00,00 Jaime parte da Horcones a 2980 metri, cronometrato dall'ispettore delle guardie del parco e anticipando i tempi previsti raggiunge Plaza des Mulas a 4400 metri in 3 ore e 50 minuti.
Da Plaza des Mulas fino in vetta è accompagnato da Cesar Rosales; alle 9,30 sono in vetta all'Acongagua a 6962 metri.
Dopo una sosta per comunicare l'arrivo  tramite radio e le foto di vetta ridiscendono a Plaza des Mulas e da qui fino a Horcones dove arrivano
in 14 ore e 59 minuti come documentato ufficialmente dall'ACTA DE INSPECTION N. 42023 del Gobierno de Mendoza redatto alle ore 15,45 del 24 febbraio 2006.
Normalmente sono necessari almeno 8 giorni di cammino tra salita e discesa per raggiungere la vetta dell'Aconcagua, difficoltà di acclimatazione permettendo. La forma fisica e la resistenza organica di Jaime si sono dimostrate ottime: alimentandosi quasi niente e bevendo circa sette litri di acqua con sali minerali e zuccheri semplici ha superato senza conseguenze le 15 ore di impegno ai massimi livelli. Jaime aveva anche una gran voglia di correre e forti motivazioni interiori e di gruppo solo il suo equipaggiamento era ridotto davvero al minimo. Le sue uniche scarpe da allenamento e da gara avevano ormai tre buchi nelle suole riparate alla meglio con il silicone e per la parte alta del percorso ha dovuto utilizzare le pedule da trekking di un compagno.
Questo record non solo batte i precedenti stabiliti sullo stesso percorso migliorandoli di oltre cinque ore ma completa quello stabilito dagli italiani Brunod, Meraldi, Pellissier che erano partiti da Plaza de mulas aggiungendo 53 km e 2840 metri di dislivello.

L'entusiasmo e la festa di tutto il gruppo sono continuati a Mendoza e poi a Lima dove Jaime è stato premiato dall'Assessore allo Sport riconoscente di quanto un giovane ragazzo peruviano di 26 anni ha fatto, contribuendo con il suo impegno a diffondere l'immagine di un paese che si sta riscattando con fatica anche dalla povertà.

Jaime aspirante guida formatosi nella Escuela di Alta Montagna di Marcarà è un figlio campesino della Cordillera Blanca ha avuto la sfortuna di perdere presto entrambi i genitori che oggi sarebbero orgogliosi di lui. La scuola, il gruppo dei compagni sono diventati la famiglia che non aveva più. Il suo entusiasmo, la sua forza e la sua capacità di impegno me lo hanno fatto vedere quasi come un figlio cui trasmettere il meglio della mia esperienza non solo di guida ma di corridore di montagna.

Il record stabilito sull'Aconcagua e l'eco che ne è derivato in Perù e in Argentina hanno ampliato per tutti i ragazzi della scuola le possibilità di lavoro: hanno infatti ricevuto proposte di collaborazione dalle agenzie dell'Argentina dove le maggiori richieste sono durante i mesi di gennaio e febbraio quando in Perù piove ed è terminata la stagione turistica.

L'impegno del gruppo e la fatica di Jaime sono anche il ringraziamento a tutti gli amici italiani che hanno permesso con il loro aiuto la realizzazione della spedizione.

                                                                     Valerio Bertoglio