Iniziative T-RES nel mondo
Dal 1998 il Parco Alpi Marittime, ha
avviato i contatti con la Tanzania National Park.
Il programma di
cooperazione si è incentrato a sostegno delle popolazioni Maasai ai confini del
Mukuru Parco Nazionale di Arusha (Monte Meru) con la realizzazione di
un progetto di turismo sostenibile: un campo tendato punto di
partenza dei safari a dorso di cammello verso il Lago Natron, verso
Ngorongoro o sulle pendici del Kilimangjaro, accompagnati dai Masaai.
Leoni, elefanti, giraffe, tramonti mozzafiato, lodge e campi tendati esclusivi nei parchi del Serengeti e del Taranghire attirano ogni anno l'attenzione di migliaia e migliaia di turisti amanti del continente africano. Oggi la Tanzania fa di questo turismo d'elite la seconda fonte di introito a livello nazionale. Noi del Parco Alpi Marittime sin dall’anno 1998 abbiamo attivato contatti con la Tanzania National Park, struttura governativa di gestione dei Parchi Nazionali, per ricercare forme di collaborazione nell’ambito della gestione delle aree protette. Abbiamo lavorato con loro per la redazione di un “General Management Plan” del Parco Nazionale di Arusha (Monte Meru).
La Tanzania National Park ha una sua buona organizzazione, abbondanti risorse finanziarie e attua modelli di gestione con grande attenzione alla esclusiva conservazione. E fino a qui nulla di male, ma a nostro giudizio ha dimenticato un fattore importante: la presenza dell'uomo e nello specifico dei Maasai. Allontanati dalle loro terre all'atto della definizione dei confini dei Parchi sono stati confinati in aree marginali a confine tra Kenia e Tanzania e sono stimati oggi in 350.000 unità.
Nel corso della collaborazione con la Tanzania National Park abbiamo avuto il contatto con i Maasai di Mukuru, distribuiti in una ventina di Boma (villaggi) sulle pendici del Monte Meru, ai confini col Parco Nazionale di Arusha. L’incontro ci ha profondamente colpiti: villaggi senza acqua, nessuna istruzione per i piccoli Maasai, mortalità elevata. Questa realtà ci ha fatto subito ripensare l'intero progetto. Il nostro impegno di cooperazione è stato indirizzato a sperimentare un modello di turismo sostenibile costruito per Maasai di Mkuru, a dimostrazione di come il coinvolgimento dell'uomo sia un punto fondamentale nel processo di conservazione e gestione di un qualsiasi ambiente e a maggior ragione di un territorio protetto.
Abbiamo, il primo anno, realizzato un campo tendato punto di partenza dei safari a dorso di cammello verso il Lago Natron, verso Ngorongoro o sulle pendici del Kilimangjaro. Accompagnano loro, i Maasai di Mukuru con la loro conoscenza del territorio che ci fanno scoprire con i loro occhi, con i loro usi, con la loro cultura. A sera, durante il safari tutti intorno al fuoco che tiene lontano gli animali dalle nostre tende, sono impagabili i loro racconti, i loro canti ed i loro balli. Ma il nostro progetto di cooperazione non poteva dimenticare i bambini di Mukuru, quindi abbiamo costruito un refettorio per la loro scuola. Vanno a scuola da due soli anni, sono 84 in un’unica classe con un solo maestro, ma già è un grosso risultato anche se resta molto da fare.
Ormai il Parco Alpi Marittime è parte della comunità Maasai di Mkuru. Ci sentiamo in dovere di affrontare ancora i problemi legati all'approvvigionamento dell'acqua ed alla sanità (oggi i bambini muoiono ancora di tetano, l’età media di vita è molto bassa), al fine di garantire quelle minime condizioni di vita dovute ad ogni uomo di questa terra.
Abbiamo aiutato loro e continueremo a farlo, ma soprattutto abbiamo voluto dimostrare alla Tanzania National Park, e a dire il vero un poco già ci siamo riusciti, di come ci possa essere una alternativa al turismo legato ai grandi e costosi safari a bordo di lussuosi fuoristrada.
Ci vorranno ancora alcuni anni di supporto perché possano gestire appieno la loro attività di safari con i cammelli, ma sin da oggi possono ospitare piccoli gruppi di turisti “responsabili”. L’esperienza sarà davvero indimenticabile, e sicuramente torneremo gravemente ammalati, ma sarà solo mal d'Africa.
Giuseppe Canavese
Per: Regione Piemonte, Parco Naturale Alpi Marittime


