Enrico Mosetti

Enrico Mosetti

Category: Freerider
Nome: Enrico Mosetti
Data di Nascita: 21/03/1989
Soprannome: Mose
Paese: Italia
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Instagram: @sonilmose

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Lo sci come fuga e come arte, come sintesi dell’estetica della montagna. Con queste parole potremmo riassumere i tratti salienti di Enrico Mosetti, “il Mose”.

Chi nasce sulle sponde goriziane dell’Isonzo, si porta le Giulie nel sangue e nell’anima. È qui che Enrico, già da bambino mette ai piedi per la prima volta gli sci e capisce che questa non sarà solo una passione, ma una grande storia d’amore che continua e si evolve, dalle grandi classiche verso il richiamo, irresistibile, del ripido. A soli 17 anni, come una fuga d’amore, scende da solo l’Huda Palica, in Giulie: il canalone più lungo e forse più elegante e selvaggio di queste montagne. Da allora la ricerca continua, su linee sempre più estreme, ma tra loro legate da un fil rouge. L’estetica della linea, l’etica dell’esecuzione. Raccoglie in un certo senso l’eredità del grande Mauro Rumez, tornando a solcare con le sue tavole le grandi e temutissime linee di discesa delle Giulie come lo strettissimo canalone “Comici” a  forca Berdo e la super esposta parete nord del Granda Nabois, nelle condizioni imperdibili del 2016 o la Ovest del Canin. Ma se le Giulie sono la patria del Mose, la ricerca lo porta sempre a guardare con curiosità sulle Alpi ed oltre. Così, dopo aver ripetuto molte delle grandi classiche del ripido in Alpi Centrali ed Occidentali, nel 2015 parte da solo, con un bagaglio minimo, ma idee molto chiare. Sciare le grandi vette della Cordillera Blanca. In un mese porta a casa una doppietta di discese prestigiose, da lungo tempo ambite: Artesonraju, parete S/E, Tocclaraju, parete Ovest che lo proiettano nello stretto giro dei professionisti del ripido. 

Nel 2016 è in Pakistan per provare a sciare il Laila peak, tentativo fermato a circa cento metri dalla cima e funestato dalla perdita di Leonardo Comelli, grande amico e compgno di cordata, durante la discesa. Ancora nel 2017 è in Georgia e, nella primavera australe, in Nuova Zelanda per la prima discesa dalla Caroline face all’Aoraki/mount Cook. 

Ma il Mose non è solo ripido e sci. Guida Alpina dal 2017, è attivo in ogni stagione ed in ogni terreno: roccia e ghiaccio, falesia e bici, tra i monti di casa e non solo. Perché non è solo un insaziabile cacciatore di linee bianche, ma anche di nuovi terreni d’avventura su roccia, sia in estate che d’inverno. Le ripetizioni delle grandi classiche d’arrampicata in Giulie, Carniche e Dolomiti si alterna alla chiodatura di nuove falesie in Istria e Bosnia, sempre alla ricerca di luoghi insoliti ed esperienze eccitanti, insieme alla banda dei compagni di gite e cordata, ispirati da un alpinismo sempre vagabondo e sognatore.

Qui alcune delle sue imprese migliori:
Artesonraju (6025m), parete sudest 2015
Tocllaraju (6034m), diretta parete ovest - prima ripetizione 2015
Tenatativo discesa Laila peak da circa 6000 m (6096m) 2016
Aoraki/mount Cook (3724m), Caroline face - prima discesa 2017
Malte Brun (3199m) Zigzag route - prima discesa 2017
Prime discese nelle Alpi Giulie
Prime salite vie di ghiaccio e misto nelle Alpi Giulie.


Mission:

“Potermi girare e vedere quella linea lasciata sulla neve immacolata mi ha sempre dato l’idea di essere capace di fare qualcosa bene quando non riuscivo a combinare nient’altro”

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